La democrazia del nostro paese è messa a rischio da un “progetto eversivo” senza precedenti nella storia della Repubblica, e il Capo del Governo ne è il principale teorizzatore e artefice. Gli attacchi incendiari mossi oggi dal Capo del Governo ai magistrati, alla Corte costituzionale, ai giornalisti, alla Rai, agli avversari politici e persino agli stessi alleati non lasciano dubbi sulla pericolosità di quest’uomo e la sua avversione verso le norme fondamentali per la tenuta dello Stato, della Costituzione. Mai come oggi aveva pronunciato parole cosi determinate e cariche di odio. Ci sarebbe da interrogarsi sull’integrità della sua salute mentale, se non risultasse così evidente la lucida determinazione con cui persegue il suo nefasto disegno politico. Ma Berlusconi non è un pazzo, è piuttosto un fantasma che riaffiora dal ventre scuro della nostra storia più torbida: un fascista.Lui, che ha dichiarato guerra alle Istituzioni dello Stato, denuncia che "la sovranità non è più nelle mani del popolo, ma nelle mani di alcuni pm che attraverso la Corte costituzionale si fanno abrogare alcune leggi". Una sorte di colpo di Stato capace di portare il paese alla guerra civile, se fosse vero, ma a parlare è solo l’odio di un uomo irresponsabile che non rispetta il suo paese.
E si lamenta, il “despota”, di non avere abbastanza potere. Riferendosi al testo della “legge bavaglio” giunto oggi al Senato direttamente da palazzo Grazioli, dichiara "non ho poteri e per un imprenditore che faceva quello che decideva è un calvario quotidiano. Succede così che la legge che ne viene fuori pensavi che fosse un cavallo e ne esce un dromedario". Ma dimentica, il “despota”, che l’azienda è del padrone, non così lo Stato e le sue leggi. Ma le modifiche apportate al testo, incalza, sono "definitive" (oltre che ancora una volta peggiorative), e alla Camera non saranno tollerati dissensi: dovrà approvarle così come sono.
Attacca poi la Rai "così faziosa contro la maggioranza" al punto che non le andrebbe rinnovato il contratto di servizio. Se potesse non esiterebbe un attimo a sferrare l'attacco più violento alla coscienza del paese, un colpo sparato al cuore della democrazia, alla libertà d’informazione.
Ma l’odio e l’irresponsabilità del Premier indignano e offendono oltremisura, quando evoca il pericolo di spari in testa agli uomini della Protezione civile da parte dei cittadini aquilani. E aggiunge che non manderà più la Protezione civile in Abruzzo finché persisterà l’accusa di omicidio colposo per le note vicende relative al terremoto. Neanche la pietas cristiana davanti al dolore e alla morte è in grado di contenere quest’uomo senza scrupoli nè vergogna.
Un paese libero e civile può continuare a tollerare tutto questo, e continuare ancora a rimanere tale?
E si lamenta, il “despota”, di non avere abbastanza potere. Riferendosi al testo della “legge bavaglio” giunto oggi al Senato direttamente da palazzo Grazioli, dichiara "non ho poteri e per un imprenditore che faceva quello che decideva è un calvario quotidiano. Succede così che la legge che ne viene fuori pensavi che fosse un cavallo e ne esce un dromedario". Ma dimentica, il “despota”, che l’azienda è del padrone, non così lo Stato e le sue leggi. Ma le modifiche apportate al testo, incalza, sono "definitive" (oltre che ancora una volta peggiorative), e alla Camera non saranno tollerati dissensi: dovrà approvarle così come sono.
Attacca poi la Rai "così faziosa contro la maggioranza" al punto che non le andrebbe rinnovato il contratto di servizio. Se potesse non esiterebbe un attimo a sferrare l'attacco più violento alla coscienza del paese, un colpo sparato al cuore della democrazia, alla libertà d’informazione.
Ma l’odio e l’irresponsabilità del Premier indignano e offendono oltremisura, quando evoca il pericolo di spari in testa agli uomini della Protezione civile da parte dei cittadini aquilani. E aggiunge che non manderà più la Protezione civile in Abruzzo finché persisterà l’accusa di omicidio colposo per le note vicende relative al terremoto. Neanche la pietas cristiana davanti al dolore e alla morte è in grado di contenere quest’uomo senza scrupoli nè vergogna.
Un paese libero e civile può continuare a tollerare tutto questo, e continuare ancora a rimanere tale?
Domenico Condito
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