giovedì 1 luglio 2010

I veri profanatori del Crocifisso del nostro tempo

Sono coloro che lo brandiscono a mò di spada per sostenere politiche fondate sul disprezzo dei “poveri del mondo”, spesso oppressi e perseguitati, che bussano alle porte del nostro paese. Una violazione della dignità dell’Uomo che profana il cuore stesso di Dio.

Senso sacro e senso di Dio non sono necessariamente equivalenti, anche se la qualità del senso di Dio si riflette nel modo di percepire il sacro nelle realtà create. Riconoscere, per esempio, maggiore importanza alle cose sacre che non alla sacralità della persona è espressione di una misura imperfetta del senso di Dio. Per il credente ogni persona creata a immagine e somiglianza di Dio, e proprio in virtù di questo, dovrebbe essere sacra, inviolabile e meritevole di rispetto e amore al di sopra di ogni cosa.
Da sempre, l’uomo manifesta la tendenza a costruire dei simboli che rappresentano il senso del sacro e il senso di Dio nelle varie epoche. Alcuni di essi finiscono per assumere un valore universale, conservando una “potenza” che travalica il tempo e lo spazio, altri, al contrario, possono perdere il loro significato originario, fino a non mantenere un contatto con la realtà storica presente. In tal caso, la conservazione di questi simboli può addirittura oscurare o ostacolare il senso di Dio. Al contrario, questo può essere favorito da una “crisi” in cui l’uomo si rifiuta di continuare ad attribuire sacralità a simboli ormai vuoti. La risacralizzazione della persona e dell’intero creato può passare, allora, anche attraverso la perdita di un certo senso del sacro, soprattutto quando non è fondato sull’amore per l’uomo, riflesso speculare dell’amore per Dio.
Esistono altre situazioni dove l’uso strumentale di simboli sacri non solo rischia di provocarne lo svuotamento, ma finisce per assumere il senso di una vera e propria distorsione tanto del senso sacro quanto del senso di Dio. E’ quanto succede oggi nella società italiana, dove il Crocifisso, il simbolo sacro che più d’ogni altro ha assunto un significato universale, viene brandito a mò di spada per sostenere politiche fondate sul disprezzo dei “poveri del mondo”, spesso oppressi e perseguitati, che bussano alle porte del nostro paese. Tale “profanazione del Crocifisso” costituisce la più grande eresia del nostro tempo, una violazione della dignità dell’Uomo che profana il cuore stesso di Dio. Un attacco infinitamente più grave di quello mosso dalla Corte europea di Starsburgo, che vorrebbe imporre la rimozione del Crocifisso dagli edifici pubblici.

La vera difesa del Crocifisso, contro i profanatori del nostro tempo, passa attraverso la costruzione di una società autenticamente umana, la sola degna dell’amore di Dio, contro coloro che vorrebbero imporre la rimozione del Crocifisso dal cuore degli uomini.

Domenico Condito

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