La presenza del Cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato del Vaticano, alla cena politica con Berlusconi e Casini è un’ulteriore conferma della collusione scandalosa della Chiesa con il governo più corrotto dell’Italia repubblicana.
"Dà a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio". E’ una delle affermazioni più rivoluzionarie contenute nel Vangelo. Con essa, scrive padre Enzo Bianchi, “è stata affermata una distinzione tra potere politico ed evento cristiano capace di scuotere in profondità i rapporti sociali e la vita della collettività”. E’ la deassolutizzazione del potere, ritenuto, fino a quel tempo, il sigillo d’una investitura divina. Questa radicale originalità introdotta dal cristianesimo sancisce la relatività del potere e il diritto di ogni uomo, progenie divina per il credente, d’interloquire con esso non più da schiavo ma da uomo libero. Sul principio dell’irriducibilità dell’uomo al potere si fonda lo stesso concetto moderno di Stato laico, la distinzione tra religione e società, la separazione fra Stato e Chiesa. Ma “a questo proposito – scrive ancora Enzo Bianchi - si deve confessare che i cristiani stessi non sempre hanno saputo trarre le dovute conseguenze da questa parola di Gesù”. E, aggiungo, non lo ha fatto soprattutto la Chiesa la cui storia, sosteneva Pier Paolo Pasolini, “è una storia di potere e di delitti di potere”. Un percorso che ha vissuto anche aperture luminose, squarci di santità, ma dove la tentazione del potere è prevalsa sulla prospettiva spirituale della Chiesa delle origini. E' indubbio che la distinzione fra Cesare e Dio proclamata dal Vangelo è “radicale, estremistica e perfettamente religiosa”, e una Chiesa autenticamente spirituale, non collusa con il potere, avrebbe potuto servire meglio l’uomo e orientare la sua storia verso più alti traguardi di umanità.
Ecco perché la compromissione della Chiesa con il potere suscita da sempre sconcerto e sofferenza nei credenti consapevoli, e ancor più nei santi, e rimane uno dei principali attacchi mossi dalla società alle Istituzioni ecclesiastiche.
“Il mio regno non è di questo mondo”, dice Gesù a Pilato, il delegato dell’autorità imperiale in Palestina. Così come, secondo l’autore della Lettera a Diogneto, i cristiani “vivono nella carne, ma non secondo la carne. Vivono sulla terra, ma hanno la loro cittadinanza in cielo. Osservano le leggi stabilite ma, con il loro modo di vivere, sono al di sopra delle leggi”. E’ l’assoluta alterità della Chiesa, popolo di Dio, rispetto al potere, è la natura della sua missione: annunciare il Regno di Dio, il già e non ancora; essere “pietra di scandalo”, testimonianza vivente della speranza del Vangelo.
Questa visone profetica della missione della Chiesa nel mondo mal si concilia con i salotti del potere e le trame di palazzo. La presenza, giovedì scorso, del cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato del Vaticano, alla cena politica con Berlusconi e Casini non è stata solo inopportuna, ma addirittura scandalosa. Il “vertice” era stato convocato sulla terrazza su Trinità de' Monti di Bruno Vespa, in occasione dei suoi 50 anni di giornalismo, per convincere Casini e l’Udc ad approdare al governo in sostituzione dei finiani. Erano presenti, fra gli altri, Gianni Letta, sottosegretario alla presidenza del consiglio, Mario Draghi, governatore della Banca d'Italia, e Cesare Geronzi, presidente di Generali e patron del nuovo assetto finanziario italiano. Una manovra di accerchiamento che la presenza del cardinale Bertone avrebbe dovuto rendere più “convincente”.
Ecco perché la compromissione della Chiesa con il potere suscita da sempre sconcerto e sofferenza nei credenti consapevoli, e ancor più nei santi, e rimane uno dei principali attacchi mossi dalla società alle Istituzioni ecclesiastiche.
“Il mio regno non è di questo mondo”, dice Gesù a Pilato, il delegato dell’autorità imperiale in Palestina. Così come, secondo l’autore della Lettera a Diogneto, i cristiani “vivono nella carne, ma non secondo la carne. Vivono sulla terra, ma hanno la loro cittadinanza in cielo. Osservano le leggi stabilite ma, con il loro modo di vivere, sono al di sopra delle leggi”. E’ l’assoluta alterità della Chiesa, popolo di Dio, rispetto al potere, è la natura della sua missione: annunciare il Regno di Dio, il già e non ancora; essere “pietra di scandalo”, testimonianza vivente della speranza del Vangelo.
Questa visone profetica della missione della Chiesa nel mondo mal si concilia con i salotti del potere e le trame di palazzo. La presenza, giovedì scorso, del cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato del Vaticano, alla cena politica con Berlusconi e Casini non è stata solo inopportuna, ma addirittura scandalosa. Il “vertice” era stato convocato sulla terrazza su Trinità de' Monti di Bruno Vespa, in occasione dei suoi 50 anni di giornalismo, per convincere Casini e l’Udc ad approdare al governo in sostituzione dei finiani. Erano presenti, fra gli altri, Gianni Letta, sottosegretario alla presidenza del consiglio, Mario Draghi, governatore della Banca d'Italia, e Cesare Geronzi, presidente di Generali e patron del nuovo assetto finanziario italiano. Una manovra di accerchiamento che la presenza del cardinale Bertone avrebbe dovuto rendere più “convincente”.
Un’ulteriore conferma della contiguità della Chiesa, ai massimi livelli istituzionali, con il governo Berlusconi. Ogni forma di collusione della Chiesa con il potere è deleteria, ma risulta persino oscena se si traduce nel sostegno a un regime corrotto, responsabile di un progetto eversivo dell’ordine costituzionale, promotore dei provvedimenti più antievangelici dell’Italia repubblicana (basta citare, per esempio, le norme del “pacchetto sicurezza”). Il cardinale Bertone conosce fin troppo bene il suo interlocutore per non sapere che si tratta di un piduista, di un pluriprescritto e plurinquisito, di un grande corruttore e menzognero, del noto promoter dei “casini” di regime. Evidentemente per le alte gerarchie vaticane il sostegno al fedigrafo di Stato è meno disdicevole che il dare la Comunione alle persone separate. Ma è anche in passaggi come questi che si gioca la missione e la credibilità della Chiesa del nostro tempo, sempre più “salottiera” e collusa con la deriva berlusconiana.

1 commenti:
IL PAPA: “SIAMO SCONVOLTI DA ABUSI PRETI. IL MANTO DELLA CHIESA E’ NELLA POLVERE.”
Caro Papa Ratzinger, é inutile piangere sul latte versato. Se la Chiesa, come nei suoi doveri, avesse combattuto il capitalismo liberista, liberticida e relativista (espressione del maligno), diversamente dall'averlo condiviso e sostenuto, spartendone privilegi e profitti, non saremmo in questa apocalittica situazione. Ma forse, tutto era già stato scritto!
I doveri della Chiesa di Pietro, non contemplano la condivisione del potere terreno (qualunque sia la natura) ma di contrastarlo in quanto, sinonimo di perversione umana e morale. Ahh, se aveste letto il Vangelo di Cristo!!
Come possiamo accostarci alla religione, alla spiritualità e al Mistero se, ogni giorno, siamo sommersi da una montagna di parole e immagini e comportamenti, finalizzati a cancellare anche il più recondito impulso alla fede?
Un tempo, l’ignoranza, era pertinente al singolo e non aveva la virulenza e la straordinaria forza di contagio che, oggi, con i mezzi di comunicazione, possiede.
Come possiamo avere fede, se la moderna scienza riduce tutto a fattori fisici, chimici e matematici, complice il silenzio assordante del Clero secolare, concusso e colluso con il potere politico ed economico?
La Chiesa si rifiuta di celebrare i funerali di Piergiorgio Welby, un martire del moderno paganesimo, e resta muta, sorda e immobile, di fronte alla devastante avanzata del liberismo consumista. Del resto con il nazismo applicò la stessa coerenza. Cosa che non fece con il comunismo.
La Chiesa è il paradiso fiscale dei cattolici e il cruccio, dei tanti cristiani.
Con tali atteggiamenti, lo Stato Pontificio punta il dito contro gli strati più bisognosi della società: uomini privati dei loro diritti, che lottano per un’esistenza più dignitosa e meno dolorosa. La stragrande maggioranza dei cristiani, appartiene alle classi più deboli ed indifese, mentre i cattolici, sappiamo bene tutti da che parte stanno.
Lo stato della Chiesa sa fare molto bene i suoi conti. Il suo patrimonio immobiliare e artistico, le incalcolabili rendite e donazioni (esentasse), sono le voci a bilancio di un capitale, in assoluto, il più florido di qualsiasi altra nazione al mondo.
Solo una Chiesa povera, può soddisfare la sete di fede degli uomini onesti, e solo una Chiesa padrona e compiacente, accelerare quel processo di disgregamento morale, spirituale ed etico che oggi, più che mai, mina le nostre “moderne” società occidentali.
I retorici e tardivi “mea culpa”, che a scadenze regolari si sono susseguiti nell’arco dei secoli, confermano ancora una volta (tristemente e amaramente), l’incapacità della Chiesa di ottemperare alle ragioni ideali del suo divino mandato.
P.S. Con riferimento al “manto impolverato” mi sia permesso consigliare un’energica scotolatura dalla celebre finestra, che guarda la piazza San Pietro. Ma voi lo sapete già!
Gianni Tirelli
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